Intervento alla safena, perché si fa e quali rischi comporta

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Vene varicose: una malattia a tutti gli effetti Chi soffre di varici, spesso, necessita di terapie specifiche e, nei casi cronici, di un intervento chirurgico vero e proprio.

Esami come ecodoppler sono esenti da ticket mentre il pagamento è previsto per l’intervento in regime di day hospital alla safena. Bisogna portare la calza e la fascia elastiche (indossate prima della dimissione) fino al mattino successivo l’intervento: quindi la prima notte vengono tenute. Lo scopo dell’intervento è quello di eliminare le vene malate, cioè le varici fastidiose, dolorose ed antiestetiche, ma non risolve il problema della fragilità del restante sistema venoso. Prima di eseguire un trattamento laser è necessario eseguire un esame EcoColorDoppler venoso degli arti inferiori per valutare le caratteristiche morfologiche della vena grande o piccola safena. Infatti se tali vene sono troppo tortuose o troppo dilatate non è consigliabile un trattamento laser, ma è più indicato intervento tradizionale di safenectomia. Anche la formazione di lividi ed ematomi è modesta e comunque ridotta rispetto ad un intervento chirurgico tradizionale di asportazione della safena. D: Tutti i pazienti con insufficienza della vena grande o piccola safena possono essere trattati con la metodica ablativa laser? L’intervento viene programmato dopo un esame eco-color-doppler, che ha anche lo scopo di verificare se la patologia interessa la vena safena. Questo avviene durante la seduta ambulatoriale chirurgica di trattamento delle varici, risparmiando così al paziente un intervento in sala operatoria.

Ho avuto un intervento alle vene safena con il laser ma dopo due settimane continuo ad avere dolore

  • Sensazione di pesantezza, calore e a volte dolore alle gambe
  • Crampi notturni
  • Gonfiore delle caviglie, maggiore alla sera
  • Prurito alla gambe
  • Formicolio alla gambe

3)     Clexane 4000 UI ( una fiala al di, iniziando la sera prima dell’ intervento e successivamente una fiala al giorno, alla stessa ora, fino alla fine della confezione).

Quindi il paziente dovrà stare fino a 20 giorni circa senza tornare in piscina, calcolando dal giorno dell’intervento. Ciò che rende l’intervento un po più delicato è la legatura della safena all’inguine. Se l’intervento non prevederà la parte inguinale (interruzione della cross safeno-femorale) il paziente potrà rientrare alla sua abitazione in giornata. Se dovrò fare delle iniezioni sclerosanti dopo l’intervento (ad esempio per dei capillari) come ci possiamo organizzare? L’intervento può essere eseguito sulla grande o sulla piccola safena e consiste in uno stripping. STRIPPING PER ESTRAZIONE E STRIPPING PER INVAGINAZIONE La maggior parte delle varici richiedenti intervento chirurgico colpiscono la vena grande safena (o safena interna) e la piccola safena (o safena esterna). Fig 1 : Recidiva dopo intervento chirurgico sulla safena. Tipicamente dai 3 ai 5 anni dopo intervento chirurgico sulla safena. Questi trattamenti rappresentano una innovazione tecnologica ma non terapeutica, perché altro non fanno che demolire la safena come lo stripping che è un intervento vecchio di 120 anni.

Al fine di prevenire l’insorgere della flebite dopo un intervento di notevole gravità, è importante che il paziente riprenda a muoversi in breve tempo?

  • Legare la safena esterna lontano dal punto voluto
  • Legare una vena diversa dalla safena esterna (gemellare, poplitea)
  • Lesionare uno dei nervi del cavo popliteo.

Quando questa legatura recidiva, mancando la safena, si formeranno vene varicose alla coscia anche dove prima dell’intervento non c’era niente.

Questo flusso può risalire sulle vene di Giacomini che termina nella safena interna, ed essere la causa di vene varicose recidive della safena interna. In questo caso lo stripping della safena non serve assolutamente a niente  se non a peggiorare le cose e complicare enormemente il trattamento che questo tipo di vene varicose recidive. La minore evoluzione della malattia varicosa dopo intervento CHIVA è stata dimostrata anche in importante lavoro di un biologo tedesco  . L’intervento chirurgico è normalmente svolto in regime di degenza ospedaliera e si effettua in anestesia spinale oppure in anestesia generale. A questo punto si introduce uno stripper all‘interno del vaso fino alla caviglia oppure fino al ginocchio nel caso della piccola safena. La safenectomia è un intervento chirurgico che prevede l’asportazione totale o parziale della safena, vena presente nella gamba che dovrebbe riportare il sangue dai piedi verso il tronco. Ecco come intervenire sulla safena e quali sono i rischi dell’operazione Intervento alla safena: perché si fa? Normalmente, per la cura delle vene varicose, la terapia più indicata sarebbe l’intervento chirurgico, un intervento relativamente semplice e che viene generalmente effettuato in day-hospital. Le vene varicose sono delle vene dilatate che interessano il sistema venoso superficiale delle gambe (costituito dalla grande e piccola safena e dai loro vasi affluenti).

2) Le vene varicose recidive dopo intervento chirurgico sulla cross safeno-femorale correttamente eseguito

  • Evoluzione della malattia varicosa e ripristino del drenaggio tessutale dopo stripping
  • Le recidive dalla cross safeno-femorale e altri nuovi punti di fuga

Dopo la rimozione dei punti e delle bende elastiche applicate alla fine dell’operazione, il paziente dovrà indossare una calza elastica di media compressione per circa 10-12 giorni.

I rischi legati a questo genere di operazione sono rari, e possono essere causati da problemi dovuti all’anestesia e da quelli legati all’intervento. Nel corso dell’intervento si associano spesso anche le cosiddette varicectomie, che comportano l’asportazione dei collaterali varicosi della safena attraverso millimetriche incisioni. Si suggerisce sempre l’utilizzo durante il giorno di una calza elastica, almeno sino alla rimozione dei punti, 8-10 giorni dopo l’intervento. Al termine dell’operazione il paziente può alzarsi, camminare ed essere dimesso dopo poco ore, con il consiglio all’utilizzo di una calza elastica e della profilassi antitrombotica. Per ottenere una rapida ed estetica guarigione delle mini-incisioni, è bene praticare una doccia solo dopo 7 giorni dallo intervento, e un bagno non prima di 20. Clic Medicina Mi piaceCaricamento… Intervento chirurgico che consiste nell’asportazione delle vene safene dell’arto inferiore. All’inizio dell’intervento viene segnato il decorso delle varici con una matita. La degenza dura 24 ore, ed il paziente viene dimesso il mattino successivo all’intervento. Qualora invece la safena sia stata rimossa, il flusso della perforante alimenterà nuove vene varicose ed il reintervento non potrà essere evitato.

PRIMA DELLA RIMOZIONE DEI CAPILLARI NELLE GAMBE: CHE COSA SONO CAPILLARI E VENE VARICOSE DEGLI ARTI INFERIORI?

Dalla vena di Giacomini poi possono originare direttamente delle vene varicose oppure questa può confluire nella safena interna rendendola incontinente.

La tecnica principale per effettuare questo tipo di intervento è lo stripping, ovvero lo sfilamento della vena con strumenti idonei e tecnica mini-invasiva. Alcuni dei fattori che contribuiscono alla formazione delle vene varicose sono:  Familiarità: individui che hanno parenti di primo grado con varici hanno una maggior probabilità di sviluppare questa condizione. Varicectomia In presenza di piccole varici sintomatiche che non coinvolgono la vena safena, l’intervento più adatto consiste nell’asportazione delle vene colpite mediante micro-incisioni. La safenectomia avviene in anestesia epidurale selettiva e, in genere, il paziente viene dimesso il giorno stesso dell’intervento (day hospital). Cosa fare dopo l’intervento Contenzione elasto-compressiva: per due settimane successive alla dimissione è opportuno mantenere durante il giorno una fascia elastica. Rimozione dei punti di sutura: la rimozione dei punti di sutura viene effettuata ambulatorialmente, circa 10 giorni dopo l’intervento. Quando si parla di safenectomia si intende un intervento chirurgico che prevede l’asportazione  della vena safena, sia essa la vena grande safena o la piccola safena. La grande safena e la piccola safena sono le due vene principali del circolo venoso superficiale degli arti inferiori. L’intervento di safenectomia può essere consigliato quando un paziente è affetto da varici, definite come una dilatazione permanente delle vene del circolo venoso superficiale. L’intervento di safenectomia è indicato anche per evitare la comparsa o il peggioramento delle complicanze della malattia varicosa. L’intervento di safenectomia della vena grande safena, viene eseguito praticando un’incisione a livello della piega inguinale. L’intervento di safenectomia prevede inoltre l’esecuzione delle cosiddette varicectomie, ossia delle piccole incisioni attraverso le quali si asportano i collaterali varicosi della safena. Infatti l’effetto antidolorifico dura diverse ore dopo l’intervento e inoltre non appena vi sarà una ripresa completa della motilità, ci si potrà alzare e muoversi tranquillamente. Infine sarà normale vedere l’arto inferiore gonfio, per cui è fondamentale l’utilizzo, nelle settimane successive all’intervento, della calza elastica. R: Le varici si possono sfortunatamente riformare perché l’intervento elimina le vene che sono dilatate, ma non può evitare che con il  tempo altre vene si ammalino. Quindi la ricomparsa delle varici difficilmente può essere dovuta ad un intervento non eseguito correttamente.